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Crozat con Rialzi

CROZAT: usi e versatilità.

 

I motivi per cui sempre più spesso è richiesta e utilizzata un’apparecchiatura del tipo Crozat sono diversi: non solo i nostri clienti, anche per esigenze estetiche di alcuni pazienti, richiedono apparecchiature sempre meno vistose ma funzionanti, ma anche l’età media delle persone che si avvicinano all’ortodonzia è di molto cresciuta.

Il metodo Crozat viene utilizzato per la prima volta negli USA del dott. G. B. Crozat tra il finire dell’Ottocento e i primi decenni del secolo scorso, importato in Italia solo intorno agli anni Sessanta da due illustri colleghi, F. Pagani e A. Tettamanti. Furono loro, supportati dalla ditta Leone, ad avviare uno studio finalizzato alla creazione di un filo che offrisse le stesse garanzie di impiego di quello in oro altamente platinato usato a suo tempo da G.B. Crozat, ma che avesse allo stesso tempo dei costi più contenuti.

Si riuscì così a realizzare un filo in lega cromo-cobalto, formulato appositamente per l’uso ortodontico con una resistenza di 1500 N/mm elevabile ad oltre 2200 N/mm con la lucidatura o la saldatura; il filo presenta un’alta malleabilità al primo stadio ed assume una forte elasticità durante la lavorazione.

Grazie alla versatilità e all’estetica di questo filo, i Crozat possono essere impiegati su pazienti di tutte le età. I Crozat, poiché costituiti esclusivamente da filo metallico, sono quasi invisibili e superano, dunque, la classica placca in resina o i tradizionali brachets; inoltre, tra i suoi pregi, vi è quello di non scatenare reazioni allergiche a condizione che le saldo-brasature siano fatte con saldame privo di cadmio secondo normativa.

Una variante da me introdotta è quella di modellare dei bracci ausiliari, realizzati in filo 0,36 sempre in cromo-cobalto, saldati direttamente sulla barra palatale o a volte addirittura sulla saldatura della semilunetta vestibolare (crescent) del gancio Crozat. Prima della brasatura finale, con l’ausilio di una puntatrice, si esegue la pre-puntatura dell’intera struttura. Con la stessa puntatrice e con l’aiuto del clinico, si riesce facilmente a posizionare questo “braccio appendice”, che ha sempre nella parte terminale un occhiello, a volte anche più di uno, che ci servirà per trazionare l’elemento indicato. La struttura è stabilizzata anteriormente con rest occlusali saldati sui bracci linguali, indispensabili per non fare affondare il Crozat durante la fase di trazione; la legatura inserita nell’occhiello funge da sostegno per tutta la struttura evitando perdita di ancoraggio. Tale procedimento è ottimo nel caso di canini inclusi.

Un ulteriore vantaggio del Crozat è la semplicità di rimozione che ne permette una facile pulizia da parte del paziente anche direttamente nel cavo orale.

Concludo con un personale commento sul Crozat.

Dopo averlo realizzato e brillantato, davanti al risultato finale non posso che esternare tutta la mia soddisfazione di tecnico ortodontico, per aver realizzato una così bella creatura in grado soprattutto di soddisfare il cliente.